Archive for the ‘Not a safe journey’ Category

nov
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Closed for Storm

Closed for Storm

La catastrofica potenza dell’uragana Katrina ha lasciato dietro di sè, nel 2005, una scia di morte e distruzione che ancora oggi è difficile spiegare e descrivere. Gli errori di valutazione e la mancata prontezza di intervento han fatto sì che questo uragano diventasse uno dei più letali della storia. Qualche mese fa siamo rimasti tutti shockati da come il terremoto avesse flagellato una terra tra le più povere e disperate al mondo (Haiti); le immagini che passavano al telegiornale, o che veloci si diffusero in rete erano le stesse che ci avevano terrorizzato cinque anni prima, quando ad essere colpita era una delle città più caratteristiche della Louisiana, quella New Orleans diventata nella storia la patria del jazz, in ogni sua forma. Continue Reading…

nov
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Mosca for dummies: il liberty sovietico

Mosca for dummies: il liberty sovietico

E’ una città sconosciuta, grigia, splendida. Mosca non rientra nelle mete più ambite dal turismo occidentale, eppure ciò che si rischia di perdere non visitandola è qualcosa di unico, un mash-up temporale capace di unire epoche diverse all’interno di un’unica, sterminata metropoli. Appena più piccola di New York, o Londra, Mosca è una città ricca di contrasti ma con una radice culturale ben impiantata nel suo tessuto cittadino. Sono tante le cose da raccontare per spiegare che cosa Mosca riesca ad offrire all’occhio entusiasta del primo incontro, cose che ti sorprendono o che ti lasciano indifferente. Continue Reading…

ott
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Milano for Dummies (in ordine sparso)

Milano for Dummies (in ordine sparso)

Milano fa schifo. L’ho pensato spesso in gioventù, o per meglio precisare, quando il mio umore vacillava tra l’acido annoiato e l’inconsistenza delle mie giornate da studente supponente. Più che corrispondere a verità era una frase che mi piaceva ripetere, un’idea che mi ero talmente abituato a sottolineare a chiunque incontrassi, soprattutto “forestieri”, che a un certo punto mi sono fermato a pensarci sopra. Lo dicevo perchè volevo distinguermi.

Paradossalmente, lo dicevano tutti.

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ott
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Milano for Dummies (parte 1)

Milano for Dummies (parte 1)

Prima di scrivere qualsiasi cosa, devo fare una premessa: Io .Odio. Il .Design. In ogni sua forma ed espressione, senza alcuna eccezione. Ammetto però che quando ho letto questo articolo del NyTimes, l’ho fatto senza pregiudizio. Forse era solo distrazione, ma tant’è: non mi ero accorto che fosse un articolo inserito nel blog del Times, intitolato Culture, e c’è una cosa che ho imparato nella mia lunga esperienza da internauta.

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ott
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Il cielo sopra Foxconn City

Il cielo sopra Foxconn City

E’ stata fondata nel 1974 dal magnate Terry Gou, oggi conta filiali in tutto il mondo e quasi 1 milione di dipendenti, di cui l’85% al di sotto dei 30 anni. La Foxconn è oggi una delle maggiori produttrici di componenti elettronici: tra i suoi clienti spicca la Apple (con la produzione del nuovo Iphone 4), ma anche Nokia, Dell, Hp, Motorola e tanti altri. In Italia si sa poco di questa grande multinazionale taiwanese (sottocasa dell’ Hon Hai Precision Co Ltd), ma è grazie a lei se milioni di persone oggi impugnano con orgoglio gli ultimi modelli di cellulari e lettori Mp3. E’ grazie a lei se 10 operai cinesi si sono buttati dai tetti delle sue fabbriche.

Se il 50% dei suoi impegati vivono e lavorano in condizioni disumane.

Era il 1988 quando la Hon Hai Precison decise di aprire uno stabilimento della Foxconn in Cina. Quell’enorme complesso, che oggi copre una superficie di 3 km2 e che coinvolge circa 450 mila operai (la metà della forza lavoro globale) provenienti da ogni parte del paese, viene spesso soprannominato Foxconn City, e comprende 15 fabbriche con dormitori annessi e un complesso commerciale. I lavoratori mangiano, vivono e dormono all’interno di Foxconn City.

Questa la premessa, poi sono arrivati i suicidi.

Il primo a farlo, si chiamava Sun. Continue Reading…

ott
1

Liu Xiaobo: il Cecoslovacco

Liu Xiaobo: il Cecoslovacco

Nel gennaio del 1977, un gruppo di intellettuali cecoslovacchi redasse un manifesto che prese il nome di Charta77:

“Un’associazione libera, aperta e informale di persone (…) unite dalla volontà di perseguire individualmente e collettivamente il rispetto per i diritti umani e civili”

Un documento che criticava aspramente e pubblicamente la politica del governo in materia di diritti umani, giudicando la stessa Costituzione Cecoslovacca del 1960 e l’inadeguatezza delle Nazioni Unite in materia di diritti civili, economici e culturali. Scritta nel dicembre del 76, il mese successivo più di 240 persone di varia estrazione, religione, e parte politica, firmarono il documento che cercava di creare un forte movimento civile. Ma come spesso accade in questi casi, la reazione del governo si fece aspettare. Continue Reading…

ott
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Dove eravamo rimasti…

Dove eravamo rimasti…

Dove eravamo rimasti se lo chiedono sempre un po’ tutti. Noi no. Non l’abbiamo fatto. Abbiamo preferito chiederci, piuttosto, quando eravamo rimasti, perchè l’ultimo articolo postato qui nel blog risale al 30 luglio di un anno fa.

Oggi ripartiamo, e lo facciamo in maniera diversa: questo è l’inizio di un percorso che muterà il blog stesso. si allontanerà, progressivamente, da quello che è stato fino all’anno scorso e da ciò che non è più stato fino ad oggi. Vogliamo che questo blog diventi un nuovo punto di riferimento, un nuovo cardine del mondo di Czeta. Direte che siamo un po’ in ritardo, che ora ci sono Twitter e Facebook e che Czeta nel suo piccolo li sta sfruttando alla grande. Ma il nostro forum è ormai una realtà consolidata sin dalla sua creazione, una community che anche se non ha raggiunto i numeri di Facebook è riuscita davvero a mettere in contatto un sacco di persone, arrivando a farle incontrare e a favorire veri rapporti di amicizia. Questo è il nostro orgoglio e la nostra felicità. Così abbiamo cominciato a pensare che ci mancasse qualcosa, che potesse esserci qualcosa in più. Perchè ci sono tantissime cose che accadono, e fin troppe che non trovano spazio nè tra le categorie del forum o tra le righe della home page. Notizie, curiosità, arte cinema o semplici riflessioni su ciò che internet diffonde quotidianamente ma che per la sua vastità va perso nel dimenticatoio.

Vogliamo che sia divulgativo, riflessivo e a volte puramente informativo. Partecipativo non da subito, ma vedremo nel tempo se la cosa riuscirà a prendere la forma che vorremmo. Per cui partiamo così, senza troppi proclami o rivoluzioni (anche se…).Partiamo così come Nolan descrive i sogni nel suo ultimo capolavoro “Inception”: senza sapere nè quando iniziano, tantomeno se avranno fine.