Chloe Grace Moretz ha solo 13 anni. Eppure c’è già chi è pronto a scommettere su di lei come ad una futura attrice di cui si parlerà parecchio. Io sono uno di loro, perchè anche se in Italia l’abbiamo soprattutto notata per il suo ruolo di sorellina-psicologa in 500 giorni insieme (in marginale supporto ad un altro giovane talento del calibro di Joseph Gordon-Levitt), Chloe ha dimostrato soprattutto in altre pellicole, ancora inedite in Italia, di essere una che fa paura.
E non solo perchè ha fatto solo horror e splatter.
La sua spontaneità nella recitazione e nel districarsi tra interviste e backstage mette quasi a disagio. La sua imparagonabile espressività è adulta, matura, sicura di sè. Tale da dimostrare ben più dei 13 anni effettivi. Tale da costringerla, come spesso ripete, a sentir dire dai suoi genitori e dal fratellone Trevor, che è solo una ragazzina, che non ha nè 16 nè 20 anni. Per spiegare meglio ciò che intendo è giusto utilizzare le parole di Mary Pols, che le ha dedicato un articolo nell’ultimo numero del TIME (anticipandomi, maledetti):
Children who are capable of the performances Chloe gives are flummoxing. We express amazement, and then we worry about the unnaturalness of it all. (…) Just looking at her incites guilt.
Se ancora non capite di che cosa sto parlando, date un occhiata qui:
Sempre supportata da due genitori che hanno intuito molto presto il raro talento espresso da Chloe, lei è cresciuta in un ambiente sano che ha saputo insegnarli la distinzione tra fiction e realtà, e che oggi le sta permettendo di maturare e lavorare sodo su questo dono che lei ritiene regalatole da Dio. Chloe infatti non legge la stampa che la riguarda, che non trova nè divertente nè utile per la sua carriera, e invece preferisce concentrarsi molto sul ruolo che sta per interpretare. E pensare che la piccola Chloe ha iniziato con un film con il remake di The Amityville Horror del 2005 e di un altro remake made in Usa The Eye (sì quello con Jessica Alba). La consacrazione però non arriva con 500 giorni insieme, ma con Kick-ass, trasposizione cinematografica di una graphic novel. Un film sui supereroi, ma non per bambini. E’ splatter, violento, volgare, tamarro, ma soprattutto è la scena che serviva a Chloe per far scoccare la scintilla.
Aldilà della pellicola stessa, che comunque consiglio (se mai arriverà in Italia, seppur già se ne preveda il sequel), l’interpretazione di Chloe è assolutamente magnifica. Una prestazione che l’ha definitivamente lanciata nel mondo delle bambine prodigio, ma che lascia qualche paura dietro di sè. Sono in tante, come lei, che da piccole hanno dimostrato di saperci fare davanti ad una macchina da presa. Alcune di loro oggi sono tra le migliori attrici americane in circolazione, altre si sono perse per strada, vittime di uno stile di vita lussuoso e di una pressione mediatica che mettono a dura prova il fragile carattere di una ragazzina (vedi Lindsay Lohan). Io preferisco pensare che Chloe ce la farà, che può inseguire la stessa maturazione e arrivare al livello di Jodie Foster e Natalie Portman, piuttosto che perdersi in mugshot, party e droghe varie. Intanto presto la vedremo al cinema con Let me in (di sotto il trailer), ennesimo horror ed ennesimo remake di quella meravigliosamente emotiva pellicola svedese che è Lasciami entrare. Qui Chloe interpreterà il ruolo della protagonista, un vampiro che ancora conserva le fattezze di una ragazzina, ma che ha già maturato un esperienza di non-vita di almeno 250 anni. Un ruolo che potrà far emergere ancor di più il suo talento, mettere a disagio spettatori e critici e che le permetterà forse di far rivalutare una pellicola che, in quanto remake, è inutile.
Ps. Dopo questa, Chloe è già al lavoro per il seguito di Kick-ass e per il film sul fenomeno gadget/marketing Emily The Strange
Pps Unico neo, abbastanza fastidioso: ha un debole per Justin Bieber, ma è pur sempre una bambina, no? Prima o poi lo rinnegherà.

Subscribe
             Non hai Facebook o non vuoi usarlo? Lascia il tuo commento da anonimo!