E’ stata fondata nel 1974 dal magnate Terry Gou, oggi conta filiali in tutto il mondo e quasi 1 milione di dipendenti, di cui l’85% al di sotto dei 30 anni. La Foxconn è oggi una delle maggiori produttrici di componenti elettronici: tra i suoi clienti spicca la Apple (con la produzione del nuovo Iphone 4), ma anche Nokia, Dell, Hp, Motorola e tanti altri. In Italia si sa poco di questa grande multinazionale taiwanese (sottocasa dell’ Hon Hai Precision Co Ltd), ma è grazie a lei se milioni di persone oggi impugnano con orgoglio gli ultimi modelli di cellulari e lettori Mp3. E’ grazie a lei se 10 operai cinesi si sono buttati dai tetti delle sue fabbriche.
Se il 50% dei suoi impegati vivono e lavorano in condizioni disumane.
Era il 1988 quando la Hon Hai Precison decise di aprire uno stabilimento della Foxconn in Cina. Quell’enorme complesso, che oggi copre una superficie di 3 km2 e che coinvolge circa 450 mila operai (la metà della forza lavoro globale) provenienti da ogni parte del paese, viene spesso soprannominato Foxconn City, e comprende 15 fabbriche con dormitori annessi e un complesso commerciale. I lavoratori mangiano, vivono e dormono all’interno di Foxconn City.
Questa la premessa, poi sono arrivati i suicidi.
Il primo a farlo, si chiamava Sun.
Aveva 25 anni Sun Dan-yong quando, il 16 luglio 2009, si gettò dal balcone del proprio appartamento. Prima che questo accadesse, però, la sua casa è stata perlustrata da cima a fondo da alcuni impiegati della Foxconn, che nel frattempo lo percuotevano e minacciavano. L’Iphone 4 sarebbe stato lanciato sul mercato solo un anno dopo: non era accettabile che Sun, in possesso del prototipo del nuovo telefonino della Apple, l’avesse perso.
Così, quando i suoi colleghi lasciarono l’appartamento, e molti lividi sul suo corpo, Sun Dan-yong saltò giù.
Per capire le motivazioni del gesto di Sun, bisogna entrare nell’ottica cinese, un paese in cui milioni di ragazzi vivono la propria vita in eterno conflitto e competizione tra loro. Gli sbocchi sul lavoro sono pochi e spesso frustranti, e l’improvviso sviluppo economico che ha portato con sè il mito del libero mercato hanno permesso alla situazione di aggravarsi, quasi naturalmente.Se in Cina gli stessi diritti umani non sono tutelati (come vi abbiamo già detto parlandovi del Nobel a Liu Xiaobo), le condizioni di lavoro nelle aziende cinesi sono ancor meno salvaguardate.
13 ragazzi: 18 anni il più giovane, 24 il più vecchio.
Tutti Morti suicidi tra Gennaio e Luglio del 2010.
Si sono buttati dai tetti delle loro fabbriche tranne il diciottenne Liu che, invece, si è lanciato dal tetto del dormitorio. Un’ondata di suicidi che ha riportato l’attenzione sulla vita degli operai del più grande fornitore al mondo di componenti elettroniche. E su Foxconn City. In realtà le condizioni economiche dei lavoratori della Foxconn sono superiori alla media (cinese) delle altre fabbriche elettroniche (circa 130$ al mese), il cibo è gratuito e sono presenti, all’interno del complesso, tante attività ricreative. Il problema è un altro. Risiede nell’impossibilità “volontaria” di avere accesso alla propria vita privata.
In Cina il limite legale per gli straordinari è fissato a 36 ore mensili. I lavoratori di Foxconn City, mediamente, vengono direttamente o indirettamente spinti a lavorarne almeno il doppio. Ovver dalle 80 alle 100 ore mensili supplementari. Secondo quanto raccolto dall’osservatore online China Files:
Lontano dalle famiglie e dagli affetti, con numeri al posto dei nomi, si danno il cambio in turni estenuanti, cercando spesso di fare straordinari, perché “se non fai gli straordinari non c’è verso di guadagnare”. Ognuno possiede il proprio “registro degli straordinari volontari”, su cui annotare le ore di lavoro che in questo modo possono legalmente superale il limite delle 36 ore al mese di straordinario, come dimostrato da alcune foto apparse sul sito mop.com . Tra un turno e l’altro si affidano alla sorte comprando biglietti della lotteria per arrivare dove non arrivano nella realtà (900 rmb circa più straordinari) e il primo maggio non fanno festa come dovrebbero, in quanto lavoratori, ma preferiscono rimanere in fabbrica per il maggiore compenso che ricevono per il lavoro durante i giorni festivi.
L’ondata di morti che ha colpito l’azienda nell’ultimo hanno ha spinto la Foxconn a reagire creando programmi di responsabilità sociale (assunzione di psicologi e psichiatri, monaci buddisti) e la creazione di una hotline alla quale rivolgersi in caso di necessità. Dopo il nono suicidio, addirittura ad alzare del 30% lo stipendio di ogni operaio. Un aumento in realtà fittizio. Da Maggio in poi Terry Guo aveva fatto intendere chiaramente che “l’azienda non ha responsabilità sulle morti”, e ha quindi inserito nei contratti una clausola che i suoi dipendenti avrebbero dovuto firmare. Una clausa di assunzione di responsabilità, la quale dichiara che ci si impegna a non suicidarsi e che in caso di suicidio lo stipulante si sarebbe preso l’intera responsabilità scagionando a priori l’azienda.
La Foxconn è un’azienda elettronica che si fonda quindi su una catena produttiva rapida e in costante aumento. Un rapporto redatto da circa 20 unversità diverse di Hong Kong, Taiwan e Cina, e pubblicato nei giorni scorsi definisce la Foxconn come un campo di lavoro che viola gravemente i diritti dei lavoratori e che sottopone i propri dipendenti ad abusi di diverso tipo. Uno studio che ha coinvolto anonimamente e segretamente circa 1800 lavoratori della Foxconn.
Gli operai, si legge nel rapporto, si lamentano delle proprie condizioni. La linea di assemblaggio è troppo veloce, e impone loro di completare la propria procedura in 2 secondi netti. Ai lavoratori non è permesso parlare, sorridere, sedersi o muoversi senza scopo durante i loro lunghi turni di lavoro, attraverso i quali devono essere in grado di completare almeno 20 mila prodotti al giorno. Gli operai hanno inoltre ammesso di aver ricevuto un aumento di stipendio del 9% invece del 30% promesso.
Uno dei lavoratori ha infine ammesso: “Although the salary here is better than at many other sweatshops where I worked before, you can never find someone to air your grievances with because everyone is isolated here, and you’ll gradually become insane.“

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